Domenica 11 gennaio 2026 – Festa del Battesimo del Signore
“Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?” esclama sconcertato Giovanni il Battista ritrovandosi davanti Gesù che si vuol far battezzare, in questo brano del Vangelo di Matteo scelto per la domenica della Festa del Battesimo del Signore, con cui si conclude il Tempo di Natale.
Questa Festa dell’Anno Liturgico è un altro momento della “manifestazione/epifania” di Dio agli uomini ed un richiamo a raccoglierci in unità intorno a questo Signore qui… non ad un altro, anche se il Suo modo di essere ed agire, la Sua “fragilità” ci spiazza!!!
… ma come?!? Noi abbiamo bisogno di un Dio forte e si presenta uomo che fa la fila con tutti i peccatori come se anche Lui lo fosse!!! Non è il modo di fare corretto secondo la logica umana, tanto che pure Giovanni il Battista ne è sconcertato!!!
Eppure il Signore Gesù non esita, si fa solidale con noi, con l’umanità, e l’umanità così com’è… con tutti i suoi pregi e tutto il suo peccato, facendosi battezzare da Giovanni al Giordano.
Così, con un gesto semplice e umano ci dà l’esempio, ci sprona ad essere, proprio con le nostre fragilità (poca fede, errori, precarietà, tiepidezze, fatiche dovute a età o malattia, …) a nostra volta solidali con ogni uomo/donna riconoscendolo/a fratello/sorella. E questo con uno “stile” diverso rispetto a quello che ci viene presentato come “vincente” da quanto vediamo e ascoltiamo oggigiorno: non griderà né alzerà il tono, non farà udire in piazza la sua voce, non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta.
Se saremo capaci di accogliere in noi questa Parola allora sentiremo come pronunciate a noi stessi le parole del Padre a Gesù: sei il figlio mio, l’amato/ la figlia mia, l’amata; di te mi compiaccio!
Buona Settimana
don Alessandro
