Domenica 31 maggio 2026 – Solennità della Santissima Trinità
“Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, a Dio, che è, che era e che viene” proclama il versetto all’Alleluia di questa domenica, Solennità della Santissima Trinità.
Nel ritrovarci a celebrare il Dio Trino ed Unico in cui crediamo, ci ritroviamo a meditare come anche noi, pur tanti e diversi, siamo in Cristo un Corpo solo… creati dallo stesso Dio Padre, figli e figlie tutti di pari dignità, fratelli/sorelle chiamati a convivere nell’unica Famiglia dei Figli/Figlie di Dio, la Chiesa che vive nella Città degli Uomini… a cui preme la vita del mondo… Diceva a questo proposito il nostro Cardinal Arcivescovo Matteo:
“Il cristianesimo è vicinanza, comunità, popolo, insieme. La missione è incontro e costruzione di amicizia su scenari del mondo che si scoprono nuovi o almeno rinnovati. Vogliamo trasformare deserti in foreste! Quanti deserti nelle città. Avvicinarsi a qualcuno è sempre un rischio, ma anche un’opportunità: per me e per la persona alla quale mi avvicino. Facciamo che non manchi mai la relazione, la prossimità, cioè l’amicizia sociale. Il nostro parlare sia semplice e amico verso tutti. Apriamo il cuore. La prima bella notizia possiamo essere ognuno di noi, con il nostro sorriso, con la nostra gentilezza, con la visita, con l’ascolto, con l’elemosina, con l’aiuto concreto. Non restiamo sempre ad aspettare, non calcoliamo tutto, non restiamo diffidenti e non ci arrendiamo alle prime difficoltà. Vogliamo città degli uomini dove tutti si comprendano e nessuno sia straniero. I prodigi della Pentecoste che si possono realizzare sono una solitudine sconfitta, l’abbandono riempito, lo scarto che diventa al centro delle attenzioni, lo straniero che diventa un fratello, un disilluso che rinasce. Niente è impossibile a chi crede! Apri le porte del cuore e il mondo si aprirà all’amore. Non avere paura di sbagliare, non fare nulla è il vero sbaglio. Non cercare subito i risultati. Farlo è già la risposta e l’efficacia! Noi non siamo dei volontari che si sacrificano, ma operai di umanità toccati dall’umanità di Gesù.”
Buona Domenica
don Alessandro
